La Nostra Storia
Ha suonato, insegnato e creato strumenti venduti un po' in tutto il mondo, dal Canada all'Australia.
L'ARTIGIANO CHE SCOLPISCE … LE NOTE
Antonio Di Leonardo è fisarmonicista e tra gli ultimi liutai D'Italia

CHIETI – “Le passioni vere parlano in poesia”, scrive Hegel. E di poesia parla ogni angolo del laboratorio antico e modernissimo di Antonio Di Leonardo, fisarmonicista e tra pochissimi liutai rimasti in Abruzzo. Note ed arte. Antonio è nato a Chieti il 2 Aprile 1927. da settant'anni costruisce e ripara armoniche tradizionali abruzzesi e fisarmoniche. Negli occhi, profondissimi c'è ancora l'entusiasmo e lo stupore degli esordi. Tra avventura, sofferenza ed intimo orgoglio. L'orgoglio di chi ha creduto in un sogno e l'ha saputo realizzare. Un sogno che ora diventa … una bella colonna sonora della sua famigli e di quanti lo considerano un mago dell'armonica. Infatti i suoi due figli, Giampiero, fonico, e Luciano, esperto in computer music e in programmazione sonora, nonché tastierista, adesso reinvestono il prezioso patrimonio di insegnamenti ereditato dal padre, in un progetto che, da domani, sarà una grande ed innovativa realtà del centro-sud, ossia la “Città della Musica”. Un complesso di mille metri quadrati all'avanguardia per quanto concerne al qualità, la ricerca tecnologica e la varietà dell'offerta musicale, e che ospiterà al suo interno uno spazio dedicato alla tradizione e alla memoria : “L'antica bottega di Antonio Di Leonardo”. Chi vi entrerà non potrà che rimanere incantato nell'osservare questo straordinario e finissimo artigiano alle prese con i suoi legni stagionati – puro ciliegio – provenienti dalla zona di Giuliano Teatino.
Le voci, i tasti, i colori e i suoni. Dal jazz americano ai fraseggi e timbri tipici (le celebre “musette”) della tradizionale francese, fino ai temi classici. Tutto nel laboratorio di Antonio, in via Pescara a Chieti Scalo, sembra tessere la trama di un racconto che il tempo non ha consumato. E il tempo sembra davvero essersi fermato a quel 1871, quando il nonno di Antonio, suo omonimo, contadino con la passione per l'armonica o organetto, fondò l'azienda “Di Leonardo”, destinata ad attraversare ben cinque generazioni, intrecciando i destini e le speranze. Un giorno di quell'anno ad Antonio, mentre pasceva il suo gregge, capitò tra le mani un'armonica. Per evitare i sicuri rimproveri dei genitori, non la riportò a casa, ma la nascose in un canneto tra Chieti e Bucchianico. La mattina dopo, quando la riprese si accorse che era completamente a pezzi a causa della pioggia, caduta copiosa nella notte e che ne aveva irrimediabilmente compromesso al funzionalità. Dispiaciuto e smarrito, provò allora a ripararlo, usando la farina a mo' di colla. Qualcun del posto, vedendolo, seppe indirizzarlo a Castelfidardo, in particolare da Paolo Soprani, che a quale tempo costruiva e riparava la armoniche. Vi si recò e conobbe l'arte della liuteria. Terminato l'apprendistato da Soprani, Antonio tornò in Abruzzo ed aprì una bottega, che inizialmente si occupò della costruzione delle armoniche tradizionali regionali. L'attività perseguì con il figlio Raffaele e, successivamente, con il nipote Antonio,che iniziò a lavorare a 8 anni. A 13 anni suonò con un grandissimo gruppo di fisarmonicisti italiani a Roma. E a 15 lui e il padre andavano a piedi sino a Castelfidardo a s'intrattenevano te o quattro giorni per acquistare i pezzi sfusi (voci, tasti, ecc.) per la costruzione delle armoniche. Poco dopo scoppiò la seconda guerra mondiale. Ed è stata proprio la fisarmonica a salvargli la vita. Dopo l'armistizio, infatti, Antonio fu preso dai fascisti per esser deportato in Germania. Nei campi di raccolta, nei pressi di Ripa Teatina, egli riuscì a procurasi una fisarmonica. I nazisti lo ascoltarono suonare e, incantati, lo lasciarono lì ad intrattenere gli ufficiali nazisti. Finita la guerra, intorno al 1945, Antonio si occupava della costruzione delle armoniche e delle fisarmoniche e suonava in tutta la provincia di chieti (nei circoli, nei vicoli, nei dopolavoro, ecc.). nel 1950 emigrò in Canada e vi rimase per un lustro. Qui imparò a suonare la fisarmonica jazz. Insegnò ad un gran numero di ragazzi e lavorò in un negozio di musica, dove due accordatori lo istruirono nella riparazione dei pianoforti. Tornato in Italia perfezionò queste sue conoscenze grazie al celebre accordatore Attilio Ionizzi. Dal 1972 al 1990, sino alla morte di Mario Zuccarini, Antonio ha accordato i pianoforti del teatro Marrucino. In seguito ha suonato in gruppi jazz e in orchestre di fisarmoniche che privilegiavano il repertorio classico. Queste orchestre hanno vinto anche tre concorsi internazionali a castelfidardo nel 1976, '77 e '78.
Nel 1956 il laboratorio artigianale di Antonio, riservato alla costruzione e riparazione di armoniche, diventò una vera e propria attività commerciale. Contemporaneamente aprì una scuola di musica col fratello Luigi a Chieti, famosissima negli anni sessanta e settanta. Insieme poi diressero l'istituto fino al 1980, quando le redini della scuola, che è diventata nel 1989 l'Accademia musicale teatina, passò ad uno dei due figli di Antonio, Luciano. Attualmente l'Accademia è diretta da Angelo Bertuzzi. Agli inizi degli anni settanta il negozio di via Pollione era conosciuto ovunque. Nel 1985 Antonio, separatosi dal fratello Luigi, aprì insieme ai figli il “ Centro musicale Antonio Di Leonardo & figli”, in via Viaggi. Nel 1989 fu inaugurata una succursale a Chieti Scalo – in via San Francesco d'Assisi – che dal 1998 è stata ampliata. Nello stesso anno, poi vide luce il laboratorio nel quale Antonio tuttora costruisce artigianalmente le armoniche “Di Leonardo” famose specialmente in Calabria ( dove c'è addirittura un fan club “ Antonio Di Leonardo”), Sicilia, Canada e Australia, e ripara la liuteria (chitarre, archi, ecc.).
Dal 1993, inoltre, è l'accordatore ufficiale del conservatorio di Pescara, insieme a Massimo Marcuz.
“A nostro padre Antonio – sottolineano Giampiero e Luciano – riconosciamo il merito di aver dato un'impronta distintiva all'attività commerciale e di farne conoscere il pregio non solo in Abruzzo, ma anche nel resto d'Italia e all'estero. Il nostro impegno è di lavorare con sempre maggiore passione e professionalità, qualità che ci hanno storicamente contraddistinto e premiato”. E I FIGLI ADESSO DANNO VITA ALLA FANTASTICA “CITTA' DELLA MUSICA”
SAN GIOVANNI TEATINO – Ci siamo. La “Città della musica” di Giampiero e Luciano Di Leonardo, in via Pietro Nenni, in località Dragonara, a San Giovanni Teatino, sarà inaugurata domani alle 16,00.
I due fratelli, emozionati ed orgogliosi del Centro, tra i più qualificati d'Italia, sono responsabili, rispettivamente dei settori amplificazione – chitarre e pianoforti – tastiere. Giampiero e Luciano, com'è nata l'idea della “Città della musica”?
“L'ampliamento progressivo dell'attività ci ha indotto ad individuare un locale idoneo per realizzare il nostro ambizioso progetto: una vera “Città della musica”, articolata in diversi reparti, dedicati ciascuno ad uno specifico strumento. Nel 2002 abbiamo trovato l'attuale complesso di mille metri quadrati: una struttura all'avanguardia e innovativa per l'Abruzzo e l'intero il centro-sud. L'azienda si avvale di cinque tecnici e dimostratori specializzati e tutti i clienti avranno la possibilità di provare lo strumento più adatto alle proprie esigenze ( professionali o amatoriali ) con consulenze in sede, prima e dopo la vendita”. “ La Città della musica”è stata concepita ispirandoci alle migliori realtà commerciali italiane ed americane. Agli strumenti a corde (chitarre elettriche acustiche, classiche e bassi elettrici) e all'amplificazione è stato dedicato un grandissimo spazio, con la possibilità di provare gli strumenti dentro appositi box insonorizzati e con la disponibilità di tanti accessori. Un'ampia ala del complesso è riservata alle batterie ad alle percussioni, con una notevole serie di ricambi. Un altro settore piuttosto costoso, nel quale vorremmo specializzarci, sarà quello dei fiati, inesistente in regione. E' prevista, inoltre, una sala insonorizzata ascolto audio, che ha la duplice funzione di poter tastare la qualità di un impianto e di costituire una pedana per dimostrazioni di artisti. Verranno inviati musicisti del posto e di fama internazionale, che si esibiranno in una serie di “clinics”, ossia corsi ad uso didattico e dimostrativo. Si terranno, poi, concerti per pianoforte a sei mani, eseguiti da insegnanti di Chieti a Pescara. La nostra proposta di organizzazione aventi con artisti di grido è finalizzata alla divulgazione della musica e allo sviluppo della cultura musicale, soprattutto nei giovani, affinché essi possano coltivare con continuità e profitto le loro inclinazioni e attitudini nel settore”.
Qual è il target privilegiato di clientela a cui vi rivolgete? “dal giovane musicista alle prime armi al musicista professionista di qualsiasi genere: dall'heavey metal al jazz, dal classico al liscio. La nostra offerta, inoltre, riesce a soddisfare le esigenze di due tipi che erano state trascurate nella vecchia gestione: gli strumenti a fiato e ad arco”.
La “Città della musica” è soltanto un business o si propone altre finalità?
“E' certamente un'operazione commerciale, ma non ispirata alla smania di guadagno, ma dal profondo amore per la musica. Il nostro impegno è quello di realizzare il sogno di diffondere la cultura musicale, offrendo qualità e professionalità con prodotti delle migliori marche sul mercato”.
Com'è cambiato il modo di vendere, fare e ascoltare musica nell'area di internet?
“Trent'anni fa c'era una ristrettissima offerta rispetto a quella attuale e si comprava senza provare gli strumenti e senza conoscere le informazioni tecniche relative ai progetti. Con l'avvento del web si possono trovare on-line le informazioni tecniche sugli strumenti, sui prezzi, sulla disponibilità in tempo reale di un determinato strumento. Nel nostro centro i clienti avranno il vantaggio di conoscere e provare lo strumento desiderato in assoluta tranquillità e comodità”.
Tiziana Gabrielli

